affitto in contanti

Pagare il canone d’affitto in contanti è ancora possibile, ma solo per importi inferiori a 1000 € e rilasciando una ricevuta. Ennesimo contrordine: il divieto di pagamento in contanti del canone di locazione (Legge di Stabilità n. 147 /2013 in vigore dal 01/01/2014) è stato “riveduto e corretto” dal Dipartimento del Tesoro (con nota n. 10492/DT del 05/02/2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze) precisando che in presenza di un canone di locazione ad uso abitativo, pagato per contante per un importo fino a 999,99 €, il locatore, rilasciando una specifica ricevuta, soddisfa l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti in esame.

Si legge infatti chela finalità di conservare traccia delle transazioni in contante intercorse tra locatore e conduttore può ritenersi soddisfatta fornendo una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro contante al pagamento del canone di locazione, anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali, necessaria all’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali previste dalla legge a vantaggio delle parti contraenti”.